EDUCATORE CON MIGRANTI
IN COSA CONSISTE

Nel lavoro socio-educativo con migranti, richiedenti asilo e rifugiati l'educatore professionale deve essere in possesso di competenze trasversali, svolgendo il ruolo di mediatore, promotore di processi di cambiamento e facilitatore di relazioni, operando nella direzione di una società interculturale.
L'educatore professionale che lavora nella multiculturalità, attraverso la sua competenza relazionale, ha il compito di accompagnare persone provenienti da territori diversi a comunicare fra loro indipendentemente dalle differenze linguistiche, culturali, etniche, religiose, etc.
Programmando e realizzando attività individuali e di gruppo, l'educatore offre un prezioso aiuto nella gestione della quotidianità, contribuendo allo sviluppo di abilità personali e sociali (riconoscimento e rispetto delle regole legate alla convivenza in genere, partecipazione attiva alla vita comunitaria, acquisizione di competenze lavorative, etc.).

COSA POSSO FARE


  • Redazione giornalino periodico multiculturale, in cui migranti, profughi e richiedenti asilo diventano protagonisti e narratori, raccontando le proprie esperienze di vita, dalla sofferenza per lo sradicamento forzato dalle loro radici alla speranza di potersi costruire un futuro migliore. Questo percorso ha un duplice obiettivo: da un lato dare "voce" a persone che, attraverso i loro racconti, possono esorcizzare dolori e paure, dall'altro rappresentare un'occasione per chi legge di ricordare che questi ragazzi non sono soltanto dei numeri, guardando al di là del pregiudizio e della paura per il “diverso”;
  • laboratorio di espressione teatrale, che si propone di dare la possibilità a migranti, profughi e richiedenti asilo di confrontarsi con la propria condizione di "sradicamento" e di trovare un utile veicolo per raccontarsi e misurare le proprie aspirazioni e i propri desideri. Il percorso prevede come punto di partenza l'"io" dei partecipanti, attraverso la presentazione di sé e delle proprie origini: chi sono io, chi siamo noi. Successivamente, dopo la creazione di una prima semplice scena, si elabora un copione su un tema specifico deciso in gruppo, da rappresentare in un evento performativo finale;
  • realizzazione di un cortometraggio, con un linguaggio tra fiction e documentario, che si propone di esplorare il vivere quotidiano, le aspirazioni, i sogni e la percezione di sé, nonché le interazioni con la comunità locale di un gruppo di migranti che si trovano in un centro di accoglienza. Il prodotto finito potrà essere proiettato nel corso di manifestazioni, eventi e nelle scuole, per sensibilizzare il territorio con uno strumento agile e incisivo che consente di affrontare il tema dell'immigrazione con un taglio nuovo, positivo e culturale, uscendo così dal cliché socio-assistenziale.